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12 giugno 2009 ore 09.00

Cavare meno, cavare meglio

a cura di Erica Kusterle

Mosaico Progettuale promuove l’iniziativa “Cavare meno, cavare meglio”.

A partire da un’idea dell’architetto Giulio Carlo Crespi e dalla mirabile figura dell’uomo Renato Bonomi, l’Associazione lavora alla definizione di un progetto di studio sperimentale sulla specificità delle cave di Cuasso al Monte, per valorizzare dal punto di vista culturale e produttivo la peculiarità del suo Porfido Rosso e del suo paesaggio.

Abbiamo incontrato Renato Bonomi al Marmomacc di Verona lo scorso ottobre: desideravamo realizzare un’opera di Land Art al Chiostro di Voltorre con la pietra al tempo stesso più rappresentativa del territorio varesino e più difficile da valorizzare. Dici “Porfido Rosso” e pensi immediatamente ai cubetti, ai masselli stradali… alla solidità di un materiale che oltre a caratterizzare con il suo intenso colore “carnicino” l’intera zona, viene utilizzato da oltre un secolo per pavimentare le città di Milano e Varese e che oggi viene esportato con successo all’estero.

La nostra intenzione era quella di sollevare temporaneamente la pietra dal suolo: portarla all’altezza dello sguardo, farne risaltare la bellezza allo stato grezzo, far riflettere su quanto sono preziosi, nella loro semplicità, i materiali naturali che abbiamo a disposizione sul nostro territorio.

Ora l’opera esiste, è stata intitolata dall’artista Maurizio Russo “La Sfida”, ed è visitabile liberamente fino al 30 giugno (ma speriamo possa restarvi più a lungo) nel prato antistante il Chiostro di Voltorre, a Gavirate.

Oltre alla pietra, le Cave Bonomi ci hanno offerto altro… molto altro: la possibilità di accedere all’universo dei cavatori, della montagna da conoscere e rispettare in quanto luogo di lavoro, dei valori trasmessi da chi si misura da generazioni con questo duro mestiere. Il Porfido Rosso che si coltiva a Cuasso al Monte dalla fine del diciannovesimo secolo fa parte di una piccola ala di pietra, che si estende dal Monte Martica alle sponde occidentali del Lago di Lugano. Si tratta di una roccia magmatica, caratterizzata da gran durezza e da un’estrema resistenza agli agenti atmosferici e al transito veicolare. Le sue stesse caratteristiche strutturali e prestazionali comportano però altrettanto impegno in fase estrattiva: l’uso di esplosivi e di mezzi contemporanei deve venire calibrato dalla conoscenza della montagna e della sua conformazione, attraverso una pianificazione sapiente e lungimirante. E’ una pietra durissima, che se cavata e lavorata male, a forza, vale a dire senza assecondarne le linee di spacco naturale, ripaga incrinandosi e offrendo, anziché bei blocchi solidi, poco materiale utile e tanto scarto. La pietra è una risorsa nobile, che non andrebbe sprecata in nessun caso, e tanto meno quando i giacimenti a disposizione sono tanto limitati e tanto radicati nella cultura di un luogo fino a definirne l’identità in tutto il mondo, per quanto piccolo esso sia. Grazie al suo “oro rosso”, Cuasso al Monte è conosciuta in Austria, Olanda, Germania, e naturalmente fra gli architetti, i paesaggisti, i progettisti, i manutentori…

Lo stesso architetto Giulio Carlo Crespi, a seguito dell’incontro ospitato all’Ordine degli Architetti di Milano lo scorso 7 maggio, ha auspicato il riconoscimento della specificità del Porfido Rosso di Cuasso al Monte, date le sue caratteristiche esclusive per qualità e circoscrizione del giacimento, al pari dei riconoscimenti DOC o IGP in uso per i vini. L’Associazione Mosaico Progettuale, fiera di aver creato le condizioni affinché questa idea sorgesse, e riconoscente per l’arricchimento umano e professionale che tutte le persone fino ad ora coinvolte stanno offrendo, si fa pertanto promotrice e sostenitrice dell’iniziativa “CAVARE MENO, CAVARE MEGLIO”.

Attraverso l’organizzazione di eventi e la creazione di sempre nuove sinergie, lavoreremo per lanciare quanto prima uno studio sperimentale sulla specificità delle Cave di Cuasso al Monte, al fine di definire un disciplinare di coltivazione quanto più possibile adatto alle caratteristiche territoriali e paesaggistiche del luogo.

I piani cave redatti dai tecnici delle Amministrazioni sono strumenti fondamentali e utilissimi, e ne auspichiamo una sempre maggiore definizione in ascolto delle peculiarità locali.

Mosaico Progettuale si offre quale ponte fra persone che si sono raccolte attorno ad un'idea, affinché essa diventi un obiettivo comune e si concretizzi. 

Per un’agile e ben scritta ricostruzione della storia delle Cave di Cuasso al Monte, rimandiamo al testo redatto da Davide Bonomi per il sito del Comune:  http://www.comune.cuassoalmonte.va.it/cultura/porfidorosso.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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